Come votare online a norma di legge

Capire come votare online a norma di legge è essenziale per garantire l'aderenza ai principi del nostro ordinamento giuridico.
Come votare online a norma di legge - Eligo
Come votare online a norma di legge

Nel contesto attuale, dove la digitalizzazione è sempre più diffusa, il voto online rappresenta una soluzione pratica e sicura. Tuttavia, una domanda fondamentale rimane: come votare online a norma di legge? Il rispetto delle normative vigenti è essenziale per garantire la validità e la trasparenza delle votazioni elettroniche.

Le disposizioni legali richiedono l’adozione di piattaforme sicure che tutelino la privacy, l’identificazione corretta degli elettori e la segretezza del voto. Questo articolo esplora le principali linee guida e requisiti per assicurare che il voto online si svolga in piena conformità con la legge.

Votazioni elettroniche: il futuro è sempre più remoto

In un momento storico di grandi cambiamenti, la preferenza del mezzo internet rispetto a quello fisico, è diventata una nuova ed apprezzata consuetudine.

Dallo streaming agli acquisti online, dalle videochiamate con i familiari ad Alexa, quel mondo chiamato internet è diventato sempre più parte delle nostre vite, si è fatto spazio nelle nostre case ed ancor più nei luoghi di lavoro.

Oggi la nuova normalità consiste nello spuntare la casella della privacy, accettare i cookies, e loggarsi a siti internet senza nemmeno più dover digitare username e password, partecipando a videoconference e webinar, udienze online e riunioni tra condomini, il tutto condividendo il proprio volto, la propria voce, informazioni e documenti, con persone dall’altra parte dello schermo.

Non è così assurdo chiedersi se questi appuntamenti digitali dei quali siamo diventati protagonisti siano effettivamente sicuri. In particolare, con l’aumento delle votazioni elettroniche, molte persone si domandano come votare online a norma di legge, per garantire che ogni processo elettorale digitale rispetti le normative vigenti e offra le necessarie garanzie di sicurezza e trasparenza.

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Il voto da remoto: una nuova realtà

La pandemia di Covid-19 ha rappresentato un acceleratore decisivo per la diffusione delle assemblee online e delle votazioni da remoto. Anche se il contesto emergenziale è ormai superato, molte soluzioni digitali adottate in quel periodo sono diventate pratiche consolidate nella gestione democratica di enti pubblici e privati.

Riunioni telematiche, assemblee online e votazioni da remoto, sono diventate una realtà sempre più praticata e praticabile e hanno aperto scenari di ricerca sulla legalità del voto online e su come votare online a norma di legge.

Durante la pandemia da Covid-19, la normativa italiana ha temporaneamente autorizzato lo svolgimento di assemblee e votazioni da remoto anche in assenza di specifiche previsioni statutarie. Questa fase emergenziale ha accelerato la diffusione del voto elettronico e ha avviato un percorso normativo che oggi consente di gestire votazioni online in piena conformità legale.

Il quadro normativo italiano ha iniziato a esplorare ufficialmente la possibilità del voto elettronico tra il 2021 e il 2022, attraverso una serie di provvedimenti che hanno introdotto la sperimentazione su scala limitata.

In particolare, il Decreto Legge 77/2021 aveva previsto l’estensione del voto online ad alcune consultazioni regionali e amministrative, limitandone inizialmente l’applicazione a due categorie: gli italiani temporaneamente all’estero e gli elettori fuori sede per lavoro, studio o motivi sanitari.

Le Linee guida ministeriali approvate nel 2021 e i decreti attuativi del Ministero dell’Interno e del Ministero per l’Innovazione hanno tracciato le garanzie tecniche necessarie per rendere il voto elettronico conforme a criteri di sicurezza, segretezza e affidabilità.

Sebbene si trattasse di progetti pilota, queste iniziative hanno aperto un importante dibattito istituzionale, gettando le basi per una futura adozione strutturata del voto online nel nostro ordinamento.

Secondo le linee guida per la sperimentazione di modalità di espressione del voto in via digitale, nello specifico le previsioni contenute nell’art. 5 “Garanzie del sistema”, il sistema di voto elettronico dovrà soddisfare le seguenti peculiarità:

  • Idoneità: solo gli elettori che hanno diritto al voto possono partecipare al voto elettronico, attraverso un processo sicuro di autenticazione.
  • Unicità: gli elettori idonei possono votare solo una volta.
  • Segretezza: il voto è segreto, e nessuno dei soggetti coinvolti nella procedura elettorale, può scoprire il voto di un elettore o collegare il voto all’elettore.
  • Verificabilità universale: qualunque soggetto, compreso un osservatore passivo, può verificare che il risultato dell’elezione è corretto.
  • Verificabilità individuale (alternativa alla precedente): l’elettore è in grado di verificare che il proprio voto è stato conteggiato correttamente.
  • Inclonabilità: per nessun soggetto coinvolto nel sistema deve essere possibile, a partire da un voto lecitamente immesso nel sistema, forgiare un nuovo voto che appare come valido.
  • Fairness: non deve essere possibile avere informazioni parziali sul risultato del voto prima del conteggio ufficiale.
  • Incoercibilità: il sistema per le votazioni online deve contrastare la possibilità della coercizione che un avversario potrebbe esercitare su un elettore al fine di imporre un determinato voto o inibirlo.
  • Scalabilità ed Affidabilità: il sistema deve assicurare un funzionamento efficiente anche in caso di elevato numero di partecipanti e deve assicurare il servizio anche in caso di guasti.
  • Robustezza: tutte le proprietà di sicurezza devono permanere anche in caso di comportamenti malevoli dei soggetti coinvolti, anche basati su collusione di ragionevole dimensione.

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Il voto online come strumento contro l’astensionismo elettorale

La diffusione del voto elettronico non rappresenta solo un’evoluzione tecnologica, ma anche una risposta concreta a un problema sempre più evidente nella nostra società: l’astensionismo elettorale.
Sempre più cittadini rinunciano a partecipare alle elezioni per ragioni logistiche, personali o di salute. Il voto da remoto, se ben regolamentato e sicuro, può abbattere queste barriere, facilitando l’espressione del voto anche da parte di categorie storicamente meno rappresentate.
In questo senso, l’adozione del voto online secondo criteri di legalità, sicurezza e accessibilità può diventare uno strumento fondamentale per rafforzare la partecipazione democratica.

Un riferimento normativo attuale: la Circolare Assonime 8/2025

A conferma di questa evoluzione, la Circolare Assonime 8/2025 ha introdotto importanti chiarimenti per le società quotate, stabilendo che le assemblee possono svolgersi anche interamente da remoto, grazie alla cumulabilità tra rappresentante designato e strumenti di telecomunicazione.

La Circolare sottolinea l’importanza del voto elettronico e richiede che vengano adottate piattaforme in grado di garantire trasparenza, identificazione degli aventi diritto e tracciabilità delle operazioni assembleari.

Soluzioni come Eligo, pienamente conformi a questi requisiti, rappresentano oggi un’infrastruttura affidabile per lo svolgimento di assemblee digitali a norma di legge.

Leggi l’approfondimento completo: Circolare Assonime 8/2025: le nuove regole per le assemblee delle società quotate

Come è cambiato il voto ai tempi della pandemia

Come pubblicato dall’International Foundation for Electoral Systems – IFES, nel 2020 erano oltre 100 i Paesi che hanno chiamato i cittadini al voto. E seppure certe votazioni siano state effettivamente annullate, quelle verificatesi hanno necessariamente dovuto attenersi a nuove direttive e limitazioni, seguendo l’esempio delle votazioni per il Senato liberiano di pochi anni prima.

Durante la pandemia, molti Paesi hanno dovuto adattare i propri sistemi elettorali, adottando misure straordinarie come il voto per posta e il voto elettronico.
Un caso emblematico è quello della Liberia, che nel 2014 – in risposta all’emergenza Ebola – adottò protocolli sanitari e innovazioni digitali per consentire lo svolgimento delle elezioni.

Questo tipo di approccio ha contribuito a normalizzare il voto da remoto anche in periodi successivi, evidenziando l’importanza di soluzioni flessibili, sicure e legittimate normativamente.

Votazioni online e offline. Cenni storici

In Italia come nel resto del mondo, il sistema giuridico costituzionale è il modello di riferimento per votazioni societarie, comunitarie o associative effettuate per via telematica.

Nel contesto della digitalizzazione dei processi elettorali, è fondamentale garantire che le votazioni online rispettino le normative vigenti, assicurando trasparenza, sicurezza e conformità legale.

Un esempio significativo è rappresentato dalle elezioni per il Comitato Aziendale Europeo (CAE).

I CAE sono organismi istituiti per informare e consultare i lavoratori nelle imprese di dimensioni comunitarie, come previsto dalla Direttiva 2009/38/CE.

La digitalizzazione di tali elezioni richiede l’adozione di piattaforme di voto elettronico che garantiscano:

  • Sicurezza: protezione contro accessi non autorizzati e integrità del processo di voto.
  • Privacy: tutela dei dati personali e dell’anonimato degli elettori.
  • Conformità legale: rispetto delle normative europee e nazionali in materia di elezioni e protezione dei dati.

L’implementazione di sistemi di voto online conformi alle leggi vigenti non solo facilita la partecipazione dei lavoratori distribuiti in diversi paesi, ma rafforza anche la fiducia nel processo elettorale, promuovendo una cultura aziendale più inclusiva e partecipativa.

Nelle assemblee fisiche come in quelle virtuali, gli organi rappresentativi ricalcano le assemblee elettive e devono necessariamente essere composte nel seguente modo:

  • Partecipanti
  • Organismo esecutivo
  • Rappresentante legale

Il medesimo schema lo si ritrova in altri tipi di assemblee, come nelle votazioni tra condomini, in cui gli organi si suddividono in Condomini, Consiglieri, Amministratore; nelle società composte da Soci, Consiglio di amministrazione, Amministratore Delegato; in fine nelle associazioni costituite da Associati, Consiglio Direttivo, Presidente.

Come votare da remoto? Una rapida analisi

Per votare online a norma di legge è necessario attenersi a specifiche indicazioni di gestione, convocazione e validità.

A partire dalla convocazione dei votanti, che in un’assemblea online non può consistere in un’affissione in sede, ma deve necessariamente evolversi in soluzioni verificabili, siano esse fisiche come una comune lettera, oppure telematiche come mail o messaggi.

Le specifiche della convocazione si riassumono in:

Nelle elezioni online come nelle votazioni online per associazioni, società e simili, è necessario sia garantita l’identificazione dei vari soci e l’esercizio del diritto di voto, attraverso la verbalizzazione da parte di un segretario o di un notaio.

Quindi, seppure non sia richiesto che presidente, segretario o notaio si trovino nel medesimo luogo durante l’assemblea, la stessa deve essere legittimata da un rappresentante legale in grado di convalidare votazioni e decisioni prese all’esterno dell’ente di riferimento.

Aggiornamento normativo: Milleproroghe 2025 e assemblee digitali

A conferma della validità giuridica delle assemblee a distanza anche nel 2025, il Decreto Milleproroghe (D.L. 202/2024, art. 3 comma 14-sexies) ha esteso fino al 31 dicembre 2025 la possibilità di svolgere assemblee online, mantenendo in vigore le modalità semplificate introdotte durante l’emergenza Covid-19.
Ciò consente a enti pubblici e privati – comprese società di capitali, associazioni e condomini – di continuare a convocare e svolgere assemblee interamente da remoto, in piena conformità con il Codice Civile e la normativa vigente.
L’uso di piattaforme come Eligo, in grado di garantire identificazione, diritto di voto e tracciabilità, risponde pienamente ai requisiti previsti dal decreto.

Leggi l’approfondimento completo: Assemblee online e a distanza: il Milleproroghe 2025 le conferma per tutto l’anno

Come votare online a norma di legge: l’identificazione nelle votazioni elettroniche

Nelle assemblee come nelle votazioni online, ogni partecipante deve e può accedere alla seduta solo se munito di credenziali di accesso alla piattaforma.

Le piattaforme di voto online più avanzate offrono ai partecipanti un’area virtuale chiamata comunemente “identification room” al cui interno l’utente, attraverso il riconoscimento facciale e con il proprio documento di identità, può convalidare la propria presenza.

A questo seguono le procedure di strong authentication, in cui oltre all’username e alla password è richiesta l’autentificazione di ogni soggetto via mobile.

Alcune piattaforme telematiche rendono possibile usufruire di strumenti di tracciamento della presenza e, nel caso in cui si disponga del consenso al trattamento dell’immagine da parte dei soci, i rappresentati legali possono effettuare lo screenshot dei singoli presenti, da allegare al verbale come registro presenze.

Al fine di evitare che l’assemblea venga impugnata verbalmente, le operazioni di verifica e di accesso dei soci devono essere effettuate nel rispetto delle norme.

Per questo motivo è consigliabile che i responsabili e gestori della piattaforma informatica, i membri deputati al controllo e all’organizzazione dell’assemblea, si trovino nella postazione fisica indicata nella convocazione ufficiale.

Privacy, immodificabilità e trasparenza: 3 criteri imprescindibili per le votazioni online

Il nostro ordinamento giuridico è di grande esempio per tutto quello che concerne la “vita” online, offrendoci spunti per riflettere sulla digitalizzazione del voto e su come votare online a norma di legge. Per quanto riguarda le sedute online, il voto da remoto deve essere segreto, non modificabile, non replicabile e trasparente.

L’anonimato nelle assemblee virtuali è garantito dal sistema crittografico end-to-end che rende impossibile il collegamento tra voto e votante e che, con il sistema a doppia chiave, impedisce sia la possibilità di esprimere una seconda votazione che di modificare il voto espresso. L’accesso a tale piattaforma si consiglia in VPN per evitare attacchi terzi.

La piattaforma di voto deve essere munita di firewall di protezione e protocollo https. Per una sicurezza maggiore, è consigliabile effettuare DPIA – Data Protection Impact Assessment, sul procedimento assembleare.È possibile anche registrare le sedute, meglio se fisicamente e senza connessione a rete alcuna, proteggendole con crittografia.

Non meno importante, per garantire votazioni a norma di legge, i server devono essere ubicati in Unione Europea, nel rispetto del Regolamento Europeo 679/2016 per la privacy.

Come votare online a norma di legge? Suggerimenti pratici

Da sempre la parola “urna” è sinonimo di elezioni e referendum.

Ma in assenza questa, ovvero quando la stessa non sia effettivamente fisica, la variante virtuale dell’urna può essere considerata non solo uno strumento di prevenzione del virus, ma anche un’efficace alternativa fruibile, sicura e gratuita.

Che sia per imprese, associazioni, cooperative, università, per assemblee virtuali o votazioni online, con le piattaforme di meeting e voting chiunque può creare e gestire elezioni da remoto a norma di legge.

I requisti fondamentali da rispettare per effettuare una votazione online a norma di legge sono:

  • Credenziali di accesso ai singoli utenti
  • Creazione di diverse stanze virtuali per permettere la corretta identificazione dei singoli partecipanti
  • Creazione di una postazione fisica di controllo per i responsabili della seduta
  • Impossibilità di identificare il votante
  • Crittografia end-to-end delle comunicazioni e della macchina locale
  • Server e Data Center ubicati all’interno dell’Unione Europea

Procedura sicura: come votare online a norma di legge

Per capire come votare online a norma di legge, è necessario utilizzare piattaforme di voto elettronico che rispettino specifici requisiti di sicurezza e conformità normativa. Prima di tutto, l’identificazione degli elettori deve essere garantita attraverso metodi di autenticazione sicuri, come l’autenticazione a due fattori o il riconoscimento biometrico.

Le piattaforme devono tutelare la segretezza del voto, impedendo che questo possa essere collegato all’elettore, e garantire l’integrità del processo elettorale tramite crittografia end-to-end e l’uso di server sicuri all’interno dell’Unione Europea, come richiesto dal Regolamento Europeo 679/2016 (GDPR).

Inoltre, la convocazione e la verbalizzazione delle assemblee devono seguire le normative nazionali, come il D.Lgs. 267/2000 per le amministrazioni pubbliche e l’art. 2366 del Codice Civile per le società private, assicurando trasparenza e tracciabilità in ogni fase. Solo così il voto online sarà sicuro e conforme alle normative vigenti.

Sei un amministratore? Scopri come dare il via alla tua votazione o assemblea virtuale

Se per gli elettori, un’urna digitale può effettivamente risultare più immediata di quella fisica, la creazione di un seggio digitale potrebbe risultare più semplice anche per l’amministratore della stessa, per cui è sufficiente:

  • Creare la votazione
  • Indicare le informazioni relative alla votazione
  • Configurare lo scrutinio
  • Inserire candidati
  • Inserire la lista dei votanti

Successivamente, l’amministratore si dovrà solo occupare di aprire la votazione. È fondamentale che ogni passaggio rispetti le normative vigenti, quindi è importante sapere come votare online a norma di legge, per garantire un processo sicuro e trasparente, che rispetti i requisiti legali.

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