Referendum 2025 e calo dell’affluenza: quali risposte alla disillusione democratica
L’8 e il 9 giugno 2025 gli italiani sono stati chiamati alle urne per il referendum abrogativo, ma l’attenzione mediatica non è sulle tematiche oggetto del voto, bensì su una piaga sempre più evidente: l’astensionismo elettorale. Con una partecipazione in costante calo, ci si interroga sulle soluzioni possibili per incrementare la partecipazione e raggiungere il quorum necessario.
Una tra tutte sembra emergere con forza: il voto elettronico. Utilizzato con successo in migliaia di consultazioni locali, accademiche e associative, questo strumento può aumentare l’affluenza elettorale, semplificare l’accesso al voto e restituire significato alla partecipazione civica. Un obiettivo che diventa urgente, soprattutto in un contesto segnato da un crescente astensionismo elettorale.
Approfondisci: Breve storia dei referendum in Italia (1946-2025)
Astensionismo elettorale in crescita: i numeri parlano chiaro
Negli ultimi anni, le percentuali di affluenza alle urne in Italia hanno registrato minimi storici, in particolare durante i referendum. Il fenomeno dell’apatia politica e del disinteresse elettorale rappresenta una minaccia concreta alla legittimità dei risultati elettorali.
| Anno | Tipo di consultazione | Affluenza nazionale |
| 2016 | Referendum costituzionale | 68,49% |
| 2020 | Referendum sul taglio dei parlamentari | 53,84% |
| 2022 | Referendum abrogativi su giustizia | 20,95% |
| 2023 | Elezioni regionali Lazio | 37,2% |
| 2023 | Elezioni regionali Lombardia | 41,6% |
Partecipazione digitale: i dati delle votazioni online
Al contrario, nei contesti in cui è stato adottato il voto online, le percentuali di affluenza sono sorprendentemente elevate. Ecco alcuni esempi di votazioni digitali gestite da Eligo, che dimostrano l’efficacia della digitalizzazione del procedimento elettorale nei comuni e in altre realtà istituzionali:
| Ente | Tipo di elezione | Affluenza |
| Università di Trieste | Elezione della Rettrice | 89% |
| ANCE Brescia | Assemblea generale annuale | 83% |
| UNI | Assemblea ordinaria dei soci (ibrida) | Fino al 90% |
| Accademia di Belle Arti di Catania | Elezione del Direttore | 100% |
| Ordine Regionale Geologi Sicilia | Rinnovo del Consiglio | 63,32% |
| Recordati | Elezioni RSU | 96% |
| Consorzio CINEAS | Votazioni soci | 70-90% |
Questi numeri mostrano come il voto elettronico sia in grado di superare le barriere tradizionali, come la distanza, la difficoltà logistica e la mancanza di coinvolgimento, incentivando una partecipazione elettorale più ampia e consapevole. Una risposta concreta all’astensionismo elettorale.
Perché il voto elettronico favorisce l’affluenza?
Le Consultazioni Comunali digitali, le votazioni statutarie in assemblea, i bilanci partecipati e i referendum locali svolti tramite piattaforme sicure hanno dimostrato che il voto online nei referendum può essere una leva per superare l’astensionismo elettorale.
Ecco i principali motivi:
Accessibilità
Tutti possono votare da qualsiasi dispositivo, riducendo l’assenza per motivi logistici o lavorativi.
Sicurezza e identità digitale
Grazie a SPID e CIE, il voto è certificato e protetto. Come afferma Irene Pugliatti, CEO di Eligo, in una recente intervista a L’Espresso: “Per il voto digitale non si può che passare dallo Spid e Cie, non c’è un’altra modalità. Anzi a breve si potranno utilizzare sistemi ancora più stringenti, come i riconoscimenti biometrici”.
Abitudine al voto digitale
Molti cittadini partecipano già a tipi di elezione online in contesti come Consigli di zona, Consulte di quartiere, Assemblee di condominio o Elezioni nelle associazioni professionali.
Motivazione e fiducia
Abituare i cittadini al voto nei piccoli contesti stimola anche la partecipazione a livello politico. Come spiega ancora Pugliatti: “Le soluzioni sul mercato ci sono, l’identità digitale è necessaria ai fini del voto in modalità online”.
Referendum e tecnologie: una strada percorribile
Il referendum abrogativo 2025 può diventare il punto di partenza per ripensare l’intero modello di partecipazione. Oggi le tecnologie sono mature e consolidate, ma serve una visione politica chiara. Come dimostra l’Estonia, la fiducia si costruisce anche grazie a modelli di bassa coercizione e tracciabilità end-to-end che garantiscono la segretezza e la libertà del voto.
Irene Pugliatti sottolinea come il voto elettronico possa diventare un “ponte verso una cittadinanza più attiva”. “L’obiettivo è colmare quel gap di fiducia e motivazione che ha fatto crollare le percentuali di affluenza alle urne”, afferma nell’intervista a L’Espresso.
Approfittiamone
L’e-voting è già parte del nostro presente. Le sue applicazioni nelle smart cities, nei Comuni e nelle organizzazioni sono solide, sicure e in crescita. Il mondo politico sembra restare indietro, ma è tempo di colmare questo gap.
Il referendum 2025 potrebbe rappresentare un punto di svolta. Sebbene il voto resti cartaceo, la discussione sull’astensionismo elettorale merita soluzioni moderne e accessibili. Il voto online, se ben regolamentato e sostenuto da tecnologie affidabili, può abbattere le barriere logistiche e psicologiche che tengono lontani i cittadini dalle urne. È tempo di ridare valore alla democrazia, a partire dalla partecipazione.
Il referendum dell’8 e 9 giugno non sarà digitale, ma può essere il punto di partenza per pensare in digitale. Contrastare l’astensionismo elettorale è possibile: servono volontà politica, strumenti digitali affidabili e una nuova cultura della partecipazione. Il voto elettronico è pronto. E noi?
Domande frequenti: astensionismo elettorale e sicurezza del voto online
Cos’è l’astensionismo elettorale e perché è un problema in Italia?
L’astensionismo elettorale è il fenomeno per cui una parte crescente della popolazione avente diritto sceglie di non partecipare alle votazioni. In Italia, questo trend è in aumento da anni, con percentuali di affluenza sempre più basse, soprattutto nei referendum. È un problema perché mina la rappresentatività democratica, rende più difficile il raggiungimento del quorum e riduce la legittimità delle decisioni collettive.
Come funziona il voto elettronico in Italia?
Il voto elettronico in Italia funziona attraverso piattaforme digitali certificate che permettono agli elettori di votare online in modo sicuro, tracciabile e anonimo. L’identificazione avviene tramite credenziali ufficiali come SPID o CIE, e il processo è conforme alle normative sulla privacy e sulla sicurezza informatica. Questo sistema è già utilizzato con successo da migliaia di enti pubblici e privati – tra cui università, associazioni, ordini professionali e aziende – per consultazioni statutarie, elezioni interne e votazioni assembleari.
Il voto online può davvero aumentare l’affluenza ai referendum?
Sì. Le esperienze italiane e internazionali dimostrano che il voto online può ridurre l’astensionismo elettorale grazie a una maggiore accessibilità, alla semplicità del processo e alla possibilità di votare da qualsiasi luogo. Dove è stato adottato, il voto elettronico ha spesso portato a percentuali di affluenza più alte rispetto al voto cartaceo tradizionale.
Cosa significa che il voto elettronico garantisce bassa coercizione e tracciabilità end-to-end?
Nel voto elettronico, bassa coercizione significa proteggere la libertà del votante, impedendo che qualcuno possa influenzarlo, obbligarlo o controllare come ha votato. Il sistema Eligo garantisce questo grazie a meccanismi crittografici avanzati e alla completa separazione tra identità dell’elettore e contenuto del voto. In questo modo, nessuno — nemmeno gli amministratori della piattaforma — può collegare un voto a una persona, assicurando il pieno rispetto del principio di segretezza e libertà.
Questo livello di protezione è fondamentale per combattere l’astensionismo elettorale, perché rafforza la fiducia degli elettori nel processo e li incoraggia a partecipare.
La tracciabilità end-to-end (E2E) significa che ogni elettore può verificare autonomamente — senza rivelare per chi ha votato — che la propria scheda sia stata: espressa correttamente (cast as intended), registrata come espressa (recorded as cast) e conteggiata come registrata (tallied as recorded). Questo è possibile grazie a metodi crittografici avanzati che non richiedono fiducia in nessuna autorità centrale, aumentando la trasparenza e la sicurezza del processo, e contribuendo a contrastare ulteriormente l’astensionismo elettorale attraverso una partecipazione più consapevole e garantita.